Critiche

Maria Antonietta Terrana asce a Termini Imerese (Palermo) e circondata dai colori della sua terra e dall’amore della sua famiglia sviluppa e coltiva sin da bambina una propensione artistica. Tra le sue prime opere il paesaggio e i borghi marini, e i suoi cari che abitano nel suo cuore e che ama rappresentare anche nelle sue tele. Già dai suoi primi esordi adotta l’imprinting e stilistica di colori pastellati, come confetti in festa battesimali, che si fondono con la stessa linea dinamica e ondulata che la rende ormai riconoscibile. In contemporanea svela scorci del suo paese e dei mercati, caratterizzando con dolce ironia il carattere dei suoi personaggi isolani. Dopo numerosi premi e riconoscimenti della critica (Isola delle Femmine e Ad-Art nel 2011 una personale a Palazzo Jung “Colori e profumi di sicilia”e ad Amsterdam al Gallery Art et Amicitiae nel 2012 e “premio internazionale della Pace” a lla Galleria d’Arte Civica Moderna di Monreale nel 2014 intensifica la sua attività e con “La mia Sicilia tra cuore e colore”al Museo Civ. Archeologico B. Romano di T.Imerese (Pa), si susseguono successi che da Sanremo Art Gallery al Teatro Ariston la vedono vincitrice alle “Piazze dei Cinque Sensi” a Palermo. Alle “Vie dell’Arte del Genio di Palermo” le dono ancora una volta il premio sulla passerella di “Defilè Liberty”, per l’interpretazione dei “Colori di Sicilia”, sia per le sue opere che sono state esposte all’interno di una delle caratteristiche gallerie del centro storico sia per l’abito da lei dipinto ispirato alla sua op. “La finestra sul giardino”. Illustratrice di un testo di fiabe che le viene commissionato all’estero conferma ancora il suo estro infinito nell’ambito della fantasia, secondo le regole di ricezione della forma e del colore ricco di quella innocenza che solo nei bambini o in n artista come lei può dimorare, W. Benjamin scrisse che solo la pura fantasia lascia sgorgare innocenza incontaminata nello spirito del colore che lo riceve: “Ma guarda non piove più ..un arcobaleno”, si… proprio come i tanti che ergono come una firma dell’artista in quasi tutta la sua ultima produzione artistica. Come nello spazio infinito che separa lo sguardo della sua tela dove una donna di spalle dalla lunga chioma bionda cinta da una ghirlanda di fiori rossi, osserva l’infinità spaziale cromatica di un arcobaleno che si apre sull’orizzonte, una metafora che dirige verso la gioia di contemplazione e il superamento. Pontex divino e corpo di luce che apre un varco in cui la chiave è il suo cuore/anima/iride che assorbe e si riveste di colore e di sacralità, pronta poi a scomparire solo un attimo per scegliere se addentrarsi in una nuova e misteriosa bellezza di un'altra sua opera. che la separa dall’infinito, una visione introspettiva verso la libertà di quelle corde ormai appese alla sua sinistra adesso come una sirena sembra osservare ma presto le sue opere acquisiscono un valore importante cromoterapeutico. Immagini che favoriscono benessere attraverso in cui nelle sue composizioni oniriche e visionarie vi è ricerca di verità assoluta del suo sentire emotivo-cromatico . Tale “immersione “nei colori, è ciò che fluttua dinnanzi al suo sguardo ogni giorno armonicamente e che lei vive e vede ogni giorno dalla sua splendida casa che si affaccia su uno dei mari piu belli di sicilia e circondata da una macchia mediterranea che si confonde con la roccia bianca a strapiombo. In quel luogo paradisiaco nascono le sue opere che dal blù spirituale marino il concetto di profondità diviene dinamismo emozionale e spirituale come nell’opera l’ “Oceano del Sé”( li…dove l’anima non separa il cielo dal mare) .In quell’onda di sub luce marina, nell’ondeggio del colore che trasforma e intensifica una metafora della nostra essenza (senza né un sotto né un sopra), ma dove la vita se osservata attraverso la nostra aurea può trasmutarsi in energia in cui immergersi nella frequenza di luci visibili nell’invisibile, con la stessa serenità dimenticata di in un grande grembo materno, cullati con gioia dell’arte cromo-dinamica terapeutica di M.A. Terrana. Gia Johannes Itten, seguace della dottrina Mazdaznan tratta dei principi spiritualistici ascetici che traggono dal maestro svizzero l’insegnamento di liberare l’energia creativa attraverso la risonanza del colore. Lunghezze d’onde che lasciano penetrare nel benessere e in equilibrio che incidono nel benessere fisico e psichico attraverso il medium del colore e nelle sue splendide visioni tra splendore e interiorizzazione le sue opere oggi si trovano in molti centri medici di medicina naturopata, centri Yoga e di Benessere oltre che donate alla propria amata in occasione del San Valentino 2014, quando l’artista sarà protagonista nella personale pittorica :“Le Cromie dell’Amore” presso il prestigioso Hotel Idea di Palermo. Ma nella sua opera non vi è solo colore ma come tutti i percorsi trae la bellezza della luce dal suo incontro con le tenebre (Goethe e Steiner), e risveglia all’osservatore attento e sensibile, forze interiori introducendo introspezione e meditazione sublimando i processi vitali tra arte e spirito, tra umano e cosmo, presenti nelle discipline soprattutto orientali. L’artista attraverso le sue visioni ci rivela immagini sensibili e le trasmette con l’ebbrezza con cui le crea tutto in rapporto tra il divino e l’umano. 
Dott.ssa Francesca Mezzatesta
(storico e critico dell’Arte)

Maria Antonietta Terrana nelle sue opere esterna una innata dote di esprimere il suo mondo interiore. Autodidatta, è un'artista spontanea, l'arte l'ha nel cuore. L'espressione figurale si sviluppa sul piano di una ricerca di essenzialità e di perfezione dimostrando una certa esperienza nell'uso del pennello.
Osservando la pittura di Maria Antonietta non si può non rimanere colpiti dal suo fascino artistico, reso in modo intelligente e poetico, che ci porta in un'atmosfera fantasiosa ove la luminosità del colore ci fa provare un senso di benessere. Sono visioni di una realtà che trasferisce nelle sue opere attraverso un modo personale, caldo, opalescente, invaso da uno splendore solare. Riesce a dare alle sue opere vibrazioni intense, attraverso l'illusione dello spazio rappresentato con sprazzi di luce improvvise, compositamente orchestrate in una contenuta sintesi cromatica: un'evocazione all'amore per il prossimo e un grido alla vita.

Agostino Vazzana Balsamo


 

Nella vita quotidiana, nel lavoro giornaliero talvolta un uomo o una donna trovano qualcosa che li fa diventare "artisti". Pertanto, il qualcuno, sa interrogare la realtà del presente ed unirla alla realtà storica della sua vita e sa interrogare il perché delle cose. Quasimodo diceva che "il poete vede gli uomini a metà di oro e metà di sangue nella continua lotta con la morte". Noi, stirpe mediterranea sicula, abbiamo un rapporto continuo ed un dialogo con la morte e da questo dialogo costruiamo la nostra vita. Maria Antonietta, in un giorno d'estate, nell'ora del riposo sacro quotidiano, sentì e vide la realtà fisica di una madre scomparsa che, vestita di un bellissimo colore viola e con una grande spilla, le mostrava la bellezza della vita e la bellezza della natura. 
Maria Antonietta vide la bellezza dell'arte (poesia, pittura, architettura) che è la rappresentazione dell'universale, secondo la definizione di Aristotele, e che si distacca dalla storia, cioè la rappresentazione del particolare e dell'universale dell'arte; ella trasportò la sua esistenza storica di fanciulla, donna, sposa, madre e con i colori cominciò a dipingere l'universalità della vita. Creò e crea i suoi quadri che hanno i colori brillanti dell'infinito, del sole a mezzogiorno, cioè abbaglianti i gialli che non sono gialli ma oro prezioso; i rossi che sono rossi splindenti e cangianti del rubino; il verde-verde dello smeraldo e del profondo del mare. Ed ecco, ella crea gli infiniti e splendenti campi di girasoli, i fiori di iris che sono ametista cangiante e preziosa e poi il mare; il mare che porta le barche a terra cariche di pietre preziose che si notano negli acciottolati dei suoi quadri. 
E' la storia del quotidiano trasformato in arte nelle figure artistiche di uomini e donne vive e poi la sua vita di madre in amore materno in "A spasso con Lidia". Ma la sua indole isolana si nota specialmente nelle donne che hanno tutte una tristezza sottile nella bellezza delle immagini e nella tecnica che Maria Antonietta trova. Infatti ogni creazione ha la sua tecnica: creazione di case, di vicoli, di fiori e di alberi abbaglianti di frutti: i limoni e le arance.
E Maria Antonietta crea perchè dal sogno, cioè dalle mani di una Donna scomparsa e sempre giovane e bella che alla fine del sogno vide ammalata, ella ha avuto il coraggio di portare nel nuovo secolo la sua coscienza di artista. E i suoi quadri formano una corona attorno alla figura di Donna che diventa viva nelle sue opere che narrano e narreranno sempre la storia dell'arte e della vita.
E Maria Antonietta continuerà a narrare con le sue creazioni la vita degli uomini e delle donne del nuovo secolo, travagliati dalla violenza umana e dalla violenza della natura, che hanno il balenio luminoso dell'arte. 

Nina Santino